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DONNA AGATA E IL DUCA BRANCIFORTI.

I Branciforti di Cammarata e San Giovanni Gemini tra ‘500 e ‘600 furono gli uomini più ricchi di Sicilia e i più grandi mecenati.
Costruirono la prima galleria d’arte di Sicilia, nella Villa di San Michele del Ducato di San Giovanni Gemini. Con Ercole Branciforti, i figli e la moglie Donna Agata Lanza, fra Cinque e Seicento Cammarata e San Giovanni Gemini diventano uno dei luoghi più esclusivi del rinascimento e non solo.
I Branciforti costruirono le Chiese più importanti e finanziarono artisti e opere d’arte.

LA DUCHESSA AGATHA LANZA: A 26 ANNI UNA DONNA FUORI DAL COMUNE.

“Agata Duchessa di San Giovanni,  fu una donna nobile e ricca che affascina ancora oggi non soltanto per la sua posizione aristocratica ma perché nel corso della sua vita mostrò una acuta intelligenza volta alla realizzazione di sé stessa e dei suoi numerosi figli.”
Agatha nacque nel 1573, da Ottavio Lanza e da Giovanna Gioeni. A soli 26 anni Agatha Lanza si risposò nel 1599 con il Duca Ercole Branciforti, che allora aveva 44 anni ed era Duca di San Giovanni. 
Agata, donna particolare ed interessante, rifiutò la posizione tipica della figura femminile del suo tempo, totalmente assoggettata al volere del padre e poi del marito, una donna diremmo molto indipendente”

IL SUO RAPPORTO CON ERCOLE BRANCIFORTI.

“Donna Agata era la Padrona, faceva tutto quello che ad essa pareva e piaceva, riscuoteva il denaro e gestiva gli affari commerciali.”
Queste testimonianze erano evidentemente di soggetti che frequentavano la casa del Duca, la Villa di San Michele, e sapevano bene che il loro interlocutore per riscuotere il denaro era Donna Agata. 
Della gestione del Ducato di San Giovanni da parte di Agata ed Ercole non possiamo che ricordare la rinomata Chiesa Madre di San Giovanni Gemini, un prezioso lascito.

SAN GIOVANNI GEMINI TRAGITTO A: ITINERARI BRANCIFORTEI.

CHIESA MADRE San Giovanni Gemini. La Chiesa della Duchessa fu arricchita nel corso del tempo da preziose opere d’arte.
Custodisce la scultura seicentesca del Gesù di Nazaret. Il colore della sua “carnagione” svela l’antico legame del territorio di San Giovanni Gemini con il Medio Oriente. Nei pressi della Chiesa, anticamente i Fenici costruirono un’importante Castello, che sembrerebbe essere l’antico castello menzionato in vari documenti, detto appunto Clabaka.
 
Altra opera d’arte importante è la tela di Pietro Novelli: la sacra famiglia che ritrae Maria con il bambino Gesù tra le braccia è circondata dal buio totale. 
In realtà il buio non rappresenta il nulla, non è il vuoto, ma un elemento attivo. Definisce la scena, conferendo drammaticità al tema scelto.
Questo sembra il messaggio del linguaggio estetico del Novelli: l’uomo può volgere il suo sguardo in ogni direzione, conoscenza, sapienza e attività umana,… ma brancolerà sempre nel buoi, poiché la luce, il vero significato dell’esistenza umana proviene da una sola fonte, dal figlio di Dio, Gesù di Nazaret che divenne il Cristo. 
 
CHIESA MADONNA DEL CARMELO.
Poco distante, sempre sul Largo Nazareno, sorge la Chiesa della Madonna del Carmelo, la quale custodisce una rara tela del ‘600, raffigurante Ottavio Branciforti Vescovo di Cefalù e la Madre Agata Lanza, nei panni di Maria.

AL CASTELLO DI CAMMARATA UNA DELLE PIÙ GRANDI SCUOLE DI MADRIGALISTI AL MONDO.

In modo particolare al Castello di Cammarata abitato dal Conte Girolamo, figlio di Ercole, si forma una vera e propria scuola di madrigalisti, segno tangibile di una fervida attività musicale: da Onofrio de Arcos, al francescano Vincenzo Gallo, all’Heredia, dallo stesso Girolamo elogiato dall’Heredia, da Antonio il Verso a Sebastiano Raval, quest’ ultimo promosso e sponsorizzato proprio dalla famiglia Branciforti.
 
La Strada Carrozza (oggi Via Roma che porta al Castello) e i vicoli che si diramano da essa, nel rinascimento diventano uno dei luoghi più esclusivi e frequentati dai più grandi Madrigalisti di allora. Viene così a crearsi un vero MUSEO diffuso: dei MADRIGALISTI, della Musica e della Poesia Branciforteo.

LA CHIESA DI SANTA CATERINA.

La Chiesa di Santa Caterina è una Chiesa edificata durante il rinascimento, dedicata ad una donna istruita e preparata nell’ambito della Filosofa Cristiana, capace di dibattere su temi filosofici profondi. La Chiesetta è ubicata di fronte alla torre del Castello. Nel periodo del rinascimento al Castello di Cammarata si svolgevano dibattiti filosofici di ogni genere e si tennero concerti ai tempi di Girolamo Branciforti. Vari Madrigalisti come il Raval lo abitarono sotto l’invito di Girolamo, e passando da questa Chiesetta, non potevano che invocare la protezione della Santa.
 
MADRIGALE.
Il madrigale è una composizione musicale o lirica, in maggior parte per gruppi di 3-5 voci, originaria dell’Italia e diffusa in particolare tra Rinascimento e Barocco.
 
SEBASTIA’N RAVAL
(Cartagena, 1550 circa – Palermo, 1604).
È stato un compositore Spagnolo chiamato in Sicilia dallo stesso Girolamo e abitò al Castello di Cammarata. Nacque a Cartagena intorno al 1550, fu a servizio dell’armata spagnola nelle Fiandre e in Sicilia. 
Si trasferì in Italia, dove fu musicista presso la corte di Francesco Maria II della Rovere ad Urbino, del viceré di Sicilia Bernardino Cardenas e dei cardinali Perreti e Colonna a Roma. A Roma si autoproclamò “il migliore musicista del mondo”. 
Il 28 aprile 1595 divenne maestro della cappella vicereale spagnola a Palermo grazie ai Branciforti. In Sicilia sfidò Achille Falcone in un duello musicale dove fu dichiarato vincitore.

RAGGIUNGERE IL TRAGITTO B:
ITINERARI BRANCIFORTEI.

Per raggiunge la Via Roma di Cammarata: dal Largo Nazareno di San Giovanni Gemini dovrete percorrere l’antico Viale oggi detto Dionisio e procedere in direzione del Castello fino ad imboccare Via Roma.
Il tragitto descritto è una testimonianza storica rara ,che va tutelato e custodito con cura. Esso evoca il lasciato dei Leoni Branciforti, per ricordare il loro stemma.